La crociata delle tenebre

crociata.jpgNon mi ero avveduto che il mese scorso fosse uscito il libro La crociata delle tenebre di Giulio Leoni, Editore: Mondadori.
Leoni è professore di lettere e appassionato di storia della magia e dell’illusionismo nonchè autore di tre libri che ho veramente letto tutto di un fiato (I delitti della MedusaI delitti del MosaicoI delitti della Luce) e che vedono protagonista, come in questo, un illustre investigatore del mistero, il sommo poeta Dante Alighieri.
Le tre precedenti opere si svolgevano nel 1300 quando Dante Alighieri viene nominato priore di Firenze (carica più alta della città e comprende, oltre alla gestione della cosa pubblica e della politica cittadina, anche il comando delle milizie). In questa veste, subito dopo la nomina, Dante viene chiamato a indagare su tre misteriosi casi che in qualche modo sono in relazione con l’Inferno, Purgatorio e Paradiso della Divina Commedia.
Ho letto già alcuni entusiasti commenti per questo libro, che addirittura lo indicano come migliore dei tre precedenti (molto belli, ingegnosi, calati in una realtà storica realistica e con un grande approfondimento psicologico dei personaggio, soprattutto del protagonista), a breve spero di poter scrivere di più.
Ecco come descive Dante lo stesso autore: “Dante a un certo punto è diventato un uomo politico fortissimamente coinvolto nelle vicende del suo Comune, vicende particolarmente violente, di conflitto sociale molto acceso. Ci sono documenti che ci dicono di come abbia combattuto a Campaldino, in prima linea: lui faceva parte della schiera che allora si chiamava dei “foeditores”, sostanzialmente quel gruppo di cavalieri che aveva lo scopo di sfondare le linee nemiche! Erano quelli tra cui morivano più soldati, erano i marines dell’epoca, gli incursori.
Ma non è finita. C’è tutta una tradizione sulla vita giovanile di Dante che parla di dissipazione; insomma, Dante era un gaudente! Fino ai venticinque anni si disinteressa di politica e conduce una vita da gentiluomo fiorentino, nello stile dell’epoca. Correvano voci che fosse quasi un libertino; lui stesso lo dice, quando se ne rende conto in età più matura… Era anche un personaggio facile al diverbio: protagonista di celebri polemiche, di risse con Filippo Argenti. Quindi non era assolutamente l’uomo da tavolino così come viene presentato.
Nella fase dell’esilio, Dante è stato persino un cospiratore; è stato coinvolto nel tentativo di avvelenamento ai danni di papa Giovanni XXII, ha combattuto una seconda volta nell’esercito dei Ghibellini, lui che era Guelfo… Direi che era un pragmatico, uno che non si faceva condizionare più di tanto dagli schieramenti ideologici… È questo il Dante che ho cercato di ritrarre, senza naturalmente sacrificarne l’opera, che cerco di diluire nella narrazione”.
Trama:
Roma, autunno del 1301. Dante Alighieri, a capo di un’ambasceria fiorentina, raggiunge la Città Eterna lungo il Tevere. Ma un sinistro presagio grava sul suo arrivo: nel porto di Ripetta è stato appena ripescato un corpo straziato, che è solo l’ultimo di una lunga serie di cadaveri svuotati delle viscere e abbandonati nelle acque del fiume. In una Roma dove i monumenti del passato sono circondati da terreni incolti e da vicoli formicolanti di plebaglia, dove le famiglie patrizie spadroneggiano indisturbate, Dante è costretto a interrompere la stesura del suo poema per indagare sul filo maligno che collega i delitti.
Sulla sua strada incontrerà il pittore Giotto e il cabalista Manoello Giudeo, la bellissima poetessa figlia del senatore Saturniano Spada e un misterioso emissario del Khan di Persia, ma soprattutto un sarcofago che contiene il corpo straordinariamente ben conservato di una donna e le tracce del Segreto Capitolo, un ordine occulto che sembra insinuarsi fin nelle stanze papali, e che si riunisce tra le rovine sotterranee di un antico tempio di Iside.
Così, mentre alcuni canti dell’Inferno finiscono nelle mani dell’Inquisizione, il sommo poeta si trova a dover difendere se stesso e insieme comprendere il disegno celato dietro l’apparente follia dei delitti del Tevere.
Opere precedenti del Ciclo di Dante Alighieri:
I delitti della Medusa (2000)
– I delitti del Mosaico (2004)
– I delitti della Luce (2005)
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