The wolf of wall street

Appena finito di vedere questo film mi sono detto due cose, la prima è che dovrebbero vietarlo ai minori di 25 anni e che si tratta di un autentico capolavoro, grandissimo Scorsese al suo migliore film da anni, se non danno l’Oscar a Leonardo DiCaprio quest’anno non so cosa si dovrà inventare la prossima volta, veramente imperiale la sua interpretazione. Scena culto è assolutamente quella in cui Matthew McConaughey (anche lui è in lizza per l’Oscar di miglior attore protagonista in Dallas Buyers Club e grandioso anche in True detective!) ruba la scena a Leonardo Di Caprio, da leggenda la sua interpretazione del broker cocainomane. Altra grande interpretazione è quella di Jonah Hill che non sbaglia un colpo, braccio destro di DiCaprio, cosa dire poi di una scintillante Margot Robbie nei panni di Naomi LaPaglia? Tutto perfetto.
The Wolf of Wall Street afferra in piena e frontale autarchia un personaggio incontinente e talmente brillante che non smette di rilanciare e sperimentare i suoi limiti. Alla maniera del suo ‘eroe’ le immagini di Scorsese, brillanti e smaniose, sature e vuote, si rigenerano con la costanza di un moto perpetuo, svolgendo l’oscenità bestiale del mondo della finanza e proseguendo la sua analisi antropologica sull’avidità attraverso l’economia americana. Scorsese introduce in un’ouverture rapida e vorticosa l’universo degli operatori finanziari, un regno delirante e fuori controllo che fa fortuna a colpi di bluff e di transizioni più o meno legali, che pratica il piacere e il cinismo dentro un programma quotidiano di feste decadenti popolate da spogliarelliste, nani volanti e bestie da fiera. Un’orgia senza fine e senza altra ragione che perseverare nella perversione e nel vizio del denaro e della droga, il primo serve per ottenere la seconda. Così per ‘montare’ il toro furioso di Wall Street Jordan Belfort/DiCaprio tira la cocaina, per restarci in equilibrio ingoia sedativi.

Trama:
Jordan Belfort è un broker cocainomane e nevrotico nella New York degli anni Novanta. Assunto dalla L.F. Rothschild il 19 ottobre del 1987 e iniziato alla ‘masturbazione’ finanziaria da Mark Hanna, yuppie di successo col vizio della cocaina e dell’onanismo, è digerito e rigettato da Wall Street lo stesso giorno in seguito al collasso del mercato. Ambizioso e famelico, risale la china e fonda la Stratton Oakmont, agenzia di brokeraggio che rapidamente gli assicura fortuna, denaro, donne, amici, nemici e (tanta) droga. Separato dalla prima moglie, troppo rigorista per reggere gli eccessi del consorte, Jordan corteggia e sposa in seconde nozze la bella Naomi, che non tarda a regalare due eredi al suo regno poggiato sull’estorsione criminale dell’alta finanza e la ricerca sfrenata del piacere. Ma ogni onda cavalcata ha il suo punto di rottura. Perduti moglie, amici e rotta di navigazione, Jordan si infrangerà contro se stesso, l’inchiesta dell’FBI e la dipendenza da una vita ‘tagliata’ con cocaina e morfina.

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