L’innesto. Realtà e finzioni da Matrix a 1Q84

L’innesto. Realtà e finzioni da Matrix a 1Q84 di Valentina Re e Alessandro Cinquegrani, Misesis

In quale mondo viviamo? Che tipi di mondo esistono? Cos’è un mondo, e chi siamo noi? Questi gli interrogativi che sorgono di fronte a Matrix o a 1Q84, a Inception o ai Canti del caos. È possibile trovare una risposta a queste domande o sono destinate a rimanere insolute? Come comportarci di fronte al caos al quale alludono film e libri? Accettarlo e imparare a conviverci o rifiutarlo e ritrovare il nostro ordine e le nostre certezze? Questo libro decide di accettarlo, e prova anzi a trasformarlo in occasione per riflettere sui molti modi in cui gli universi plurali delle finzioni, letterarie e cinematografiche, partecipano alla costruzione del nostro “senso della realtà”.

Si saranno riconosciuti, in queste poche righe, alcuni titoli che hanno chiaramente marcato l’uscita dal secondo millennio: Matrix, Apri gli occhi, The Game, eXistenZ, Pleasantville, The Truman Show […]. Un gruppo di film nutrito, compatto, facilmente identificabile sulla base dell’efficacia, che si direbbe sistematica, con cui propongono una problematizzazione del nostro senso della “realtà”, della distinzione tra ciò che è (o possiamo considerare) reale (e quindi vero) e ciò che si dà invece come finzionale (e quindi falso, illusorio), della capacità di definire lo statuto del mondo (o, spesso, dei molteplici mondi) in cui ci troviamo ad agire. Un filone, temporalmente circoscritto, divenuto chiaramente riconoscibile anche alla luce della significativa mole di studi che l’ha accompagnato, e che si è soprattutto sviluppata, a ridosso dell’uscita stessa dei film, intorno a due snodi: da un lato, il netto delinearsi di un’eredità dickiana, il riproporsi di storie (non necessariamente adattate o direttamente ispirate a racconti e romanzi di Philip K. Dick) che ci raccontano “la realtà” come problema, e dall’altro il dispiegarsi di una riflessione di matrice postmoderna sulla “scomparsa della realtà” e sui simulacri, che, almeno nel caso di Matrix, si amplia ad alcuni temi fondanti della tradizione filosofica.

Ma a quali film stiamo pensando? A film che, di nuovo, tornano a mettere in discussione il nostro senso della realtà […]. Come accadeva dieci anni prima, film quali Moon, Inception, Shutter Island, Source Code, I guardiani del destino, Total Recall, Cloud Atlas, Oblivion segnano l’ingresso nel terzo millennio lavorando sistematicamente sulla problematizzazione della “realtà” e lasciando nuovamente emergere, verrebbe da dire con McHale, quella dominante ontologica che già potevamo riconoscere nella produzione di dieci anni precedente. […]
Proprio questi film ci hanno dunque suggerito la possibilità di riprendere in mano le categorie di McHale, la sua idea di dominante ontologica e le diverse strategie narrative che di volta in volta la declinano, per provare a comprendere se e come, rispetto al “filone Matrix” di solo dieci anni prima, il problema della realtà fosse diventato oggetto di operazioni di messa in forma differenti, e capaci quindi di produrre esiti ed effetti diversi.

Il libro prende spunto da un corso di Storia e critica del cinema tenuto da Valentina Carla Re (una delle autrici) presso l’Università di Padova, allego la filmografia di riferimento, a cui io aggiungerei Donnie Darko (Kelly 2001) e Lost Highway (Lynch 1997) film inspiegabilmente esclusi da questa lista e le letture consigliate:

Filmografia:
Apri gli occhi (Amenábar 1997) 
Atto di forza (Verhoeven 1990) 
Blade Runner (Scott 1982) 
Cambia la tua vita con un click (Coraci 2006) 
Cloud Atlas (Wachowskis 2012) 
Dark City (Proyas 1998) 
Deja Vu (Scott 2006) 
eXistenZ (Cronenberg 1999) 
Frequency (Hoblit 2000) 
I guardiani del destino (Nolfi 2011) 
Il seme della follia (Carpenter 1995) 
Il tredicesimo piano (Rusnak 1999) 
Impostor (Fleder 2002) 
Inception (Nolan 2010) 
L’esercito delle 12 scimmie (Gilliam 1995) 
L’invenzione di Morel (Greco 1974) 
Matrix (Wachowskis 1999) 
Matrix Reloaded (Wachowskis 2003) 
Matrix Revolutions (Wachowskis 2003) 
Minority Report (Spielberg 2002) 
Moon (Jones 2009) 
Oblivion (Kosinski 2013) 
Paycheck (Woo 2003) 
Pleasantville (Ross 1998) 
Screamers (Duguay 1995) 
Se mi lasci ti cancello (Gondry 2004) 
Shutter Island (Scorsese 2010) 
Source Code (Jones 2011) 
The Butterfly Effect (Bress e Gruber 2004) 
The Game – Nessuna regola (Fincher 1997) 
The Island (Bay 2005) 
The Jacket (Maybury 2005) 
The Truman Show (Weir 1998) 
Total Recall – Atto di forza (Wiseman 2012) 
Vanilla Sky (Crowe 2001)

Letture consigliate. 
– R. Menarini, Cinema e fantascienza, Archetipolibri, Bologna 2012. 
– P. Bertetto (a cura di), Introduzione alla storia del cinema, Utet, Torino 2002.
– W. Strauven (a cura di), The Cinema of Attractions Reloaded, Amsterdam University Press, Amsterdam 2006. 
– M. Fadda, Il cinema contemporaneo, Archetipolibri, Bologna 2009. 
– M. Fadda (a cura di), Corto circuito. Il cinema nell’era della convergenza, Archetipolibri, Bologna 2012.

Testi di riferimento:
– F. Zecca (a cura di), Il cinema della convergenza. Industria, racconto, pubblico. Milano-Udine: Mimesis, 2012.
– L’alieno e il pipistrello. La crisi della forma nel cinema contemporaneo. Milano: Bompiani, 2000.
– Il cinema nell’era del virtuale. Milano: Olivares, 2008.
– Introduzione all’analisi del film. Torino: Lindau, 2002.