Pi greco il teorema del delirio

pi_dvd.jpgDarren Aronofsky gira un film (Pi greco il teorema del delirio) a basso costo in un 16mm b/n e sgranato, con uno stile più vicino al video che al cinema, ossessivo, paranoico e claustrofobico, un vero pugno nello stomaco. La ricerca ossessiva di Max di prevedere l’andamento della borsa prende altre strade che portano al moto dei pianeti e a tutto ciò che ci circonda, unito da un unico filo logico che risulta essere una costante di 216 cifre o “costante divina”.

Pi greco il teorema del delirio si rivela essere una metafora della continua ricerca di Dio che ossessiona fino all’autodistruzione, il film analizza anche molto bene il rapporto uomo-macchina fino alle estreme conseguenze. Originale debutto del regista e buonissima prova da parte degli attori, ottima fotografia e montaggio, un capolavoro di fantascienza non espresso banalmente nel clichè ma derivato dalla pura genialità dell’autore, uno dei più belli che ho avuto la fortuna di vedere quest’anno.
Trama:
Max Cohen è un genio della matematica che sta cercando di svelare la legge numerica in grado di predire gli sviluppi della Borsa. Ai suoi studi sono interessati anche una vorace società di Wall Street e una setta di ebrei ortodossi, che lo braccano senza soste. Il numero magico che cerca è quello perso durante la distruzione romana di Gerusalemme e che racchiudeva in sé l’essenza di Dio, il suo vero nome. Ma per Max e il suo computer, la determinazione di quel numero comporta un nuovo livello di coscienza.

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