Terminator Salvation

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« Il sistema andò online il 4 agosto 1997. Skynet cominciò a imparare a ritmo esponenziale. Divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell’Atlantico, del 29 agosto. »
Il primo teaser trailer di Terminator Salvation è stato presentato a luglio dello scorso anno, per cui l’attesa è stata molta, ma devo dire che ne è valsa sicuramente la pena (dopo due capolavori assoluti, il primo Terminator e il secondo Terminator 2: Il giorno del giudizio diretti entrambi dal grande james cameron e una terzo film del tutto inutile); è valsa la pena vedere questa opera diretta da Joseph “McG” McGinty Nichol, ma ancora di più lo sarà vedere come si dipanerà la storia nei prossimi due film della nuova trilogia. Non mi stupirei se venisse introdotto il tema della realtà virtuale, facendoci conoscere Skynet più da vicino (anche se il rischio sarebbe quello di ricalcare troppo Matrix che comunque ha un debito di riconoscenza nei confronti di Terminator).
Ricapitoliamo la trama che in realtà ricalca quello che Kyle Reese (futuro padre di John Connor, inviato dallo stesso Connor nel passato per fare in modo che Kyle possa proteggere Sarah dal primo terminator inviato da Skynet) nel primo capitolo di Terminator racconta a Sarah Connor:
Dopo che Skynet ha distrutto gran parte dell’umanità tramite un olocausto nucleare, un gruppo di sopravvissuti, guidato da John Connor, combatte per la salvezza del genere umano. A causa delle precedenti intrusioni temporali da parte degli altri terminator, il futuro non è più quello previsto da Connor, e nuove macchine da guerra si affacciano nel nuovo scenario.
E qui arriviamo alla novità introdotta dai bravissimi sceneggiatori di Terminator Salvation:
Nel 2018 Skynet sta preparando il suo attacco finale e la resistenza umana, guidata da Connor, si prepara al peggio. L’apparizione di un uomo, Marcus Wright, un condannato a morte nel nostro presente che ha donato il suo corpo alla scienza o meglio alla Cyberdine che un giorno diventerà il cuore pulsante di Skynet, avvia il plot: Marcus arriva dal futuro o dal passato? Indagando, Connor e Marcus si imbarcheranno in un’odissea che li porterà a comprendere la portata del progetto di distruzione dello Skynet.
Marcus Wright (interpretato dal bravissimo Sam Worthington) oltre ad essere la vera chiave del film (e ad innescare una riflessione sul rapporto uomo/macchina e riguardo la singolarità tecnologica), è anche di gran lunga il vero protagonista rubando la scena al pur bravo Christian Bale che però non certo per colpa sua si trova ad interpretare un John Connor che sta facendo il suo percorso di formazione per diventare leader effettivo della Resistenza, sono sicuro che la sua parte verrà ampliata e rivestita di quella aura leggendaria che il suo personaggio si era conquistato nei primi due film.
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L’antagonista del Connor di Bale non è solo la robotica inespressività e il cubismo muscolare del cyborg di Schwarzenegger (evidente omaggio alle puntate precedenti e alla personalità cinematografica dell’attore austriaco) ma è soprattutto il “prototipo” di Sam Worthington, che supera i confini fisici umani mantenendo tracce di umanità.
Di sicuro si tratta di un film di sceneggiatura, scritto in maniera impeccabile da Michael Ferris, John Brancato, Paul Haggis, Jonathan Nolan, Shaun Ryan e Anthony Zuiker. Inserito già di diritto per la sua spettacolarità e per il fascino della storia tra i miei cinque film dell’anno, fino ad ora con Star Trek, Wolverine e Watchmen, il quinto posto lo tengo ancora in caldo per l’apocalittico The Road di Cormac McCarthy con Viggo Mortensen.
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Golden Gate Bridge, San Francisco, in una scena del film
Il fatto che la base di Skynet si trovi a San Francisco non deve essere di sicuro un caso, San Francisco è la strada alla Silicon valley oltre ad essere sede delle più grandi società di Software e hardware mondiali. Conseguenza naturale che la Cyberdine nella finzione creatrice di Skynet si trovi in questa città. Concludo con una segnalazione tecnologica, all’interno del film si vede John Connor adoperare un Sony VAIO UX1 (in quanto il film è prodotto da Warner Bros Pictures e Sony Pictures) per introdursi nel sistema di detenzione prigionieri di Skynet.
Il Sony VAIO UX1 è un PC con sistema operativo Windows Vista Business attraverso un dispositivo compatto, leggero e di tendenza. appena 480 grammi di peso; Provvisto di protezione antiurto, 1GB di memoria e processore di ultima generazione Intel Ultra-Low Voltage, il PC ultraportatile utilizza la connessione WiFi integrata ad alta velocità che permette di accedere alla propria casella di posta elettronica e al web da qualsiasi rete o postazione wireless. La tastiera – inglese come la lingua dell’OS – è nascosta da uno schermo orientabile e per l’inserimento dati si combina con l’apposita penna o le funzioni touch-screen. Per quanto riguarda lo schermo, Vaio UX1 è dotato di display widescreen X-black LCD con tecnologia LED da 4,5”, mentre una webcam integrata consente di chattare o chiamare in conferenza con l’ausilio di un auricolare Bluetooth opzionale. Basta toccare un pulsante per cambiare l’orientamento a piacere, passando dalla modalità paesaggio a ritratto. I dati, infine, sono protetti da un sistema di riconoscimento delle impronte digitali. Dal design accattivante, su cui spicca la finitura all-black e la retroilluminazione blu per la tastiera, il dispositivo misura 95 x 150,2 x 32,2 – 38,2mm (L x H x P).
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