L’uomo che fissa le capre

uomo_che_fissalecapre.jpgIeri ho visto il geniale L’uomo che fissa le capre con Ewan McGregor, George Clooney, Kevin Spacey, Jeff Bridges.
Bob Wilton, giornalista timido e impacciato, viene lasciato dalla moglie e si reca in Medio Oriente affamato di rivalsa e in cerca dello scoop della sua vita. Qui incontra Lyn Cassidy, da oltre vent’anni membro di un reparto segreto dell’esercito americano e attualmente impegnato in una misteriosa missione, e scoprirà che

l’esercito e il modo di combattere sono cambiati. Infatti il bizzarro reparto, fondato nel 1983, si prefigge di utilizzare poteri psichici per poter leggere i pensieri del nemico, passare attraverso solide mura e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola…

La sceneggiatura, puntuale come un orologio svizzero, riesce ad unire il sottotesto politico con le strizzatine più divertenti e congeniali che si possano immaginare. Prendiamo l’argomento “Star Wars”, si parlò solo ad un primo livello, dimenticando forse lo strato anche più interessante del tema. In una delle prime scene, Bob Wilton (interpretato da Ewan McGregor) si ritrova a parlare con Lyn Cassidy, che gli rivela la verità sul reparto segreto dell’esercito americano.

Qui Lyn dichiara che il reparto prevede di formare militari in grado di leggere il pensiero del nemico e di attraversare le mura, e soprattutto gli rivela di essere, di conseguenza, uno Jedi! La battuta, già pensata probabilmente per lasciare un suo piccolo segno nella memoria cinefila – e ci riuscirà, statene certi -, è di certo palese (Clooney che si definisce Jedi e spiega che cosa sia all’Obi-Wan Kenobi della nuova trilogia di Star Wars!?), ma ricopre una filosofia che già qualcun altro, nella Storia degli States, aveva a suo modo abbracciato.

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Dice nulla un certo “scudo stellare”, utilizzato da un certo Ronald Reagan negli anni ‘80 e auto-definito appunto Star Wars, proprio per difendere la propria patria dall’Impero del Male (ovvero l’URSS)? L’uomo che fissa le capre ritorna quindi a puntare gli occhi su uno dei periodi più bui che l’America abbia conosciuto, e con la sua patina energica, demenziale e “coeniana” copre benissimo il suo interessante discorso politico.

Ma non è certo finita qui: tra dialoghi brillanti e gag che assicurano ritmo e risate a volontà (alla fin fine, L’uomo che fissa le capre è una gran bella commedia, riferimenti politici-cinematografici a parte), c’è spazio anche per colpire tutti i bersagli che Heslov vuole, dalla stessa guerra in Iraq passando giustamente per i mezzi d’informazione. Eppure, alla fine, il film di Heslov pare anche in qualche modo “assolvere” questo reparto allucinante, fuori di testa ma ben inserito nel discorso storico e politico di una nazione.
“Che la forza sia con voi” ovunque voi siate!!

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