3%

Creata da Pedro Aguilera e prodotta da Chesar Charlone, noto ai cinefili per il bellissimo City of God e Blindess dei quali ha curato la fotografia, 3% è ambientata in un futuro distopico (un pò Gattaca, un pò Hunger Games oppure Incorporated serie tv che ho inziato da poco) nel quale la società brasiliana, devastata e ridotta in povertà, è stata suddivisa in due parti: nella prima, Entroterra (un’enorme favela) sopravvive la maggioranza della popolazione tra fame e stenti, nella seconda, su un’isola chiamata (nella traduzione italiana) l’Offshore, una piccola percentuale di persone gode di una vita piena ed appagante. Non molto distante dalla realtà direi.

Per essere ammessi nell’Offshore tutti i giovani che compiono 20 anni vengono sottoposti al processo, una dura selezione meritocratica denominata il processo,dalla quale solo il 3% uscirà vincitore. Tali fortunati avranno accesso a questa fantomatica oasi di pace mentre il resto verrà rispedito indietro nel mondo povero. La prima puntata mi è piaciuta parecchio (in totale sono 8). Serie tv a basso budget ma dotata di un buon ritmo, l’idea di ambientarla in Brasile è stata geniale.