Personal shopper

Olivier Assayas è un regista particolare di cui fino ad ora avevo visto solo un film, Sils Maria. Artista molto raffinato associato al cinema d’autore, con questa opera in concorso all’ultimo Festival di Cannes riesce nell’intento di tenerti incollato allo schermo affascinato da una storia noir che ci racconta di Maureen una donna che vive all’ombra della sua datrice di lavoro nell’attesa di ricevere un segnale dall’aldilà da parte del fratello gemello venuto a mancare (e che percui esiste nell’ombra di una casa), perché Maureen è una medium come pure suo fratello. Personal shopper è un film sui fantasmi? Ci sono pure i fantasmi ma non solo. Il film, che vira verso il noir nel finale, è molto hitchcockiano, c’è un mistero e ne vogliamo sapere di più, molto di più. La stessa Kristen Stewart, attrice del tutto inespressiva, qui si mette a nudo, in un modo non solo letterale per rivelare la fragilità di una donna alla ricerca. Notevole.

Trama
Maureen ha da poco perso il fratello Lewis per una disfunzione cardiaca congenita, da cui anche lei è affetta. Maureen è una medium e come tale cerca un contatto con l’aldilà per poter salutare definitivamente il fratello e riappacificarsi con la sua perdita. Maureen è anche una personal shopper, ovvero ha l’incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra. Finalmente Maureen sembra entrare in contatto con una presenza spettrale, ma non è sicura che si tratti di Lewis.