Quando Google diventerà autocosciente?

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Google, sempre più Google.

Oggi mi va di scrivere di Google, l’azienda sempre più nei cuori di noi geek, quella più giovane e cool come dicono gli americani (un giro sullo store è d’obbligo) e sempre sulla cresta dell’onda, quella che negli USA adesso spopola anche grazie alla sua ultima invenzione, Google Voice.

Big G, azienda che in molti avevano demonizzato come grande fratello di un Orwelliano futuro (Baricco definiva invece Brin e Page barbari vagamente ignoranti nei suoi famosi saggi Next e Barbari, saggio sulla mutazione solo perchè non erano spocchiosi intellettuali) ma che come dice il suo motto Don’t be evil, dimostra di essere l’azienda più creativa degli ultimi anni a cui va il merito di avere creato il più preciso e potente motore di ricerca al mondo (grazie al suo famoso algoritmo), di aver diffuso il suo sistema operativo Android su un numero spropositato di Smartphone e Tablet e di aver creato centinaia di altri prodotti e servizi che stanno portando Google ad evolversi sempre di più verso la ricerca dell’agognata (da Brin e Page) A.I.
Resta solo da chiedersi quando Google diventerà autocosciente.

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Ma di Google si parla sempre di più anche attraverso libri che ne ripercorrono e analizzano la storia (Google story, Vise David, Malseed Mark, 2010, EGEA, Pianeta Google, Stross Randall, 2009, Sperling & Kupfer, Effetto Google, Auletta Ken, 2010, Garzanti Libri, Larry e Sergey le menti di Google Brandt Richard J., 2010, Etas, L’algoritmo al potere. Vita quotidiana ai tempi di Google, Antinucci Francesco, 2009, Laterza che attualmente ho in lettura) e anche l’ultima puntata di 2024, trasmissione dedicata alla tecnologia di Radio24, è stata dedicata a Google, http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=2024 con in studio Stefano Maruzzi, country director di Google Italia.

Questa settimana Google è ancora più sugli scudi per varie notizie, ma andiamo con ordine:

– A inizio settimana Google ha rilasciato http://www.googleartproject.com/ uno strepitoso portale che permette di visitare numerosi musei (17 tra cui gli Uffizi e Versailles) di tutto il mondo in modo virtuale. L’ altissima risoluzione e lo zoom che caratterizzano l’originale permettono di cogliere dettagli, come la grana delle superfici, la trama della tela o addirittura lo spessore del colore utilizzato, che spesso sfuggono, in particolare quando l’ambiente museale è affollato oppure se la visita è troppo frettolosa. In poche parole un ulteriore passo di Google nella propagazione della cultura e dell’arte.

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– E’ notizia di poche ore fa che Android Market diventa accessibile dal web durante la navigazione con un browser. E con uno schema “a scacchiera” mostra i software più scaricati sugli smartphone dove è installato il sistema operativo Android: in questo modo facilita l’accesso a giochi, software per ufficio, mappe, traduttori istantanei. Finora, invece, era una bacheca navigabile soltanto attraverso i cellulari con il sistema operativo di Google, ma escludeva gli altri utenti di internet. Google sfida Apple anche a livello qualitativo rispetto le app.

Google ha inoltre rilasciato l’applicazione ufficiale per la sua piattaforma di blog “Blogger” sul Market. Grazie a questa app potremo gestire vari blog e pubblicare articoli, modificare bozze, condividere la nostra posizione, caricare immagini e fare tutto ciò che siamo abituati a fare con il nostro Blog su Blogger. http://market.android.com/details?id=com.google.android.apps.blogger

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– A inizio mese Google aveva accusato di plagio la Microsoft che attraverso Bing avrebbe copiato il motore di ricerca di Google a tal punto da fornire gli stessi identici risultati. Ora Microsoft risponde alle accuse:
Yusuf Mehdi, senior vice presidente della divisione degli online services di Microsoft, sul Bing search blog. Il contrattacco di Microsoft parte da qui: Microsoft non copia i risultati di ricerca di Google per il suo motore Bing. Google ha puntato il dito contro barra di ricerca di Bing per Internet Explorer, accusandola di “furto di click” (click-theft).

Yusuf Mehdi non vuole che si parli di copia-e-incolla in un lavoro di Ricerca e Sviluppo ad alto livello. La complessità degli algoritmi non può essere ridotta a un banale plagio. Microsoft ha testato altre “false” interrogazioni, come la query inventata utilizzata da Google per mettere alle strette Bing per furto di click; ma nel 93% dei casi Bing ha offerto risultati differenti da Google.Dunque gli algoritmi sono diversi, ed è stata una semplice casualità, dovuta alla complessità della materia.

Google aveva denunciato che, per ogni interrogazione digitata, Bing offrirerebbe i suoi stessi risultati, anche in caso di interrogazione casuale. Microsoft però risponde che le cose non stanno così. E anzi Microsoft accusa Google di una mossa scorretta per tenere alle distanze Bing, cresciuto al 12% in pochi mesi (in seguito all’accordo decennale con Yahoo!). Secondo ComScore, a dicembre Google deteneva il 66.6% delle quote di mercato delle ricerche online Usa. Bing deteneva il 12%.

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– Google e Microsoft si sfidano anche sul campo dei browser, dopo i recenti risultati relativi al mercato browser e alle correlate quote di utilizzo in tutto il mondo che hanno visto Chrome superare per la prima volta nella sua storia la soglia del 10%, Google ha rilasciato una nuova release stabile per il proprio browser, arrivato a questo punto alla versione 9.

Ormai è un dato di fatto aspettarsi da Google gli aggiornamenti riferiti alle versioni stabili di Chrome nell’arco di breve tempo. Infatti, quest’ultimo aggiornamento (per Windows, Linux, Mac) è stato reso disponibile dopo soli due mesi dall’ultima versione stabile subendo un ritardo, secondo il termine auto-imposto da Google, di due settimane. Dal comunicato ufficiale divulgato da colosso di Mountain View vengono descritte le novità apportate a Chrome 9, i miglioramenti e le correzioni effettuate.
Un totale di nove vulnerabilità di sicurezza sono state risolte in quest’ultima versione di Google Chrome, precisamente (come numero di build) la 9.0.597.84. Una di queste ha ricevuto una valutazione critica con il raggiungimento del punteggio massimo possibile. Due vulnerabilità sono state classificate di livello alto mentre le restanti 6 di livello basso.

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Chrome 9 segna la diffusione del supporto WebGL, il debutto di Google Instant in nella barra degli indirizzi/di ricerca del browser e offre le app del Chrome Web Store a tutti gli utenti.
Il supporto WebGL è stato a disposizione di utenti Chrome solo nei canali dev e beta, già da qualche tempo. Per l’utente medio la tecnologia permetterà la visualizzazione di animazioni in 3D sfruttando l’hardware del proprio computer senza bisogno di software aggiuntivo.
Google ha reso disponibile una serie di demo per mostrare ciò che WebGL può fare.

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