Makers

Makers. Il ritorno dei produttori. Per una nuova rivoluzione industriale, di Chris Anderson, Rizzoli Etas
“Negli ultimi dieci anni abbiamo scoperto nuovi modi per creare, inventare e lavorare sul web. Nei prossimi dieci anni ciò che abbiamo imparato verrà applicato al mondo reale. Questo libro parla dei prossimi dieci anni”, spiega Anderson, nominato dal Time tra le cento persone più influenti al mondo, già autore di due best seller, La lunga coda (riferita a Internet, ndr) e Gratis.

Per l’ex direttore di Wired il ritorno della manifattura fatta in casa con l’ausilio di nuovi mezzi tecnologici creerà nuovi posti di lavoro. “Gli atomi sono i nuovi bit”, è il suo credo che parafrasa la frase di Nicholas Negroponte, l’informatico innovatore che nel ’95 spiegava la rivoluzione digitale come la vittoria dell’immateriale sul materiale. In Makers Chris Anderson racconta dunque come la cultura digitale dopo aver sovvertito il mondo dei bit – l’industria della musica, dei libri e dell’editoria – sta per trasformare il mondo degli atomi, degli oggetti fisici. E come nella prima rivoluzione industriale fu una macchina, quella a vapore, a innescare un cambiamento epocale anche in questo caso c’é di mezzo una macchina: la stampante 3D che consente di imprimere oggetti come si stamperebbe un foglio, dando vita alla “fabbrica personale”. “La rete crea un’esplosione di talenti, abbiamo liberato le idee e non c’é più bisogno di una fabbrica. Si può produrre con un click”, aveva spiegato Anderson nel marzo scorso a Roma, nel corso di un evento in cui si poteva vedere con i propri occhi come una stampante 3D potesse costruire un violino ma anche una barriera corallina. Basta avere un’idea, un pc, un software open source collegato a stampanti che modellano oggetti come una fresa o li costruiscono a strati, come un telaio. È quello che in gergo viene chiamato “l’Internet delle cose”. Per l’autore è il momento di reinventare l’artigianato e l’industria, aprire una fabbrica in ogni casa.

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