10 best british film 2012

L’anno scorso (10 best british film 2011) la stagione cinematografica inglese era stata dominata da un film, Tinker, Tailor, Soldier, Spy ovvero La talpa, una spy story che era l’antitesi di un Bond film, mentre quest’anno il film più visto e acclamato è stato proprio Skifall, 23esimo film della saga di James Bond con un Daniel Craig molto poco Bond e forse per questo mi è piaciuto molto.

In fase di pre-produzione e sarà sicuramente un grande successo anche da noi è GirlsNight Out (2013) di Michael Hoffman con Dakota Fanning, la storia è presto detta: il 9 maggio 1945 è il giorno della vittoria, è finita una lunga guerra e la gente si riversa nelle strade per festeggiare. Due ragazze “speciali” si mescolano alla gente comune per una notte di evasione: si tratta della Principessa Margaret e della futura Regina d’Inghilterra Elisabetta II. Un film che ci riporterà nella stessa atmosfera dello straordinario Il discorso del Re.

Sono invece sei i film che vi assicuro valgono una e in alcuni casi più di una visione:  Snow cake (2006), Sleuth – Gli insospettabili (2007), Exam (2009), Il maledetto United (2009), Third Star (2010), Perfect sense (2011), United (2011) che non hanno avuto una distribuzione in italia visto che da noi “funzionano” altri generi purtroppo. Ancora una volta gli inglesi ci impartiscono una lezione su come si fa cinema a noi rimangono i soliti idioti.

Skyfall
Dopo essere caduto dal cielo e dopo essersi rialzato dal fondo, James Bond si accomoda davanti a un quadro di William Turner, esposto con orgoglio alla National Gallery, perché quel dipinto rappresenta “La Valorosa Témériere” rimorchiata lungo il Tamigi e destinata alla demolizione. Il suo e quello dell’epoca che l’ha vista eroica. Nella fruizione museale di Bond c’è l’essenza, il senso e il valore di Skyfall, ventitreesimo film della serie diretto da Sam Mendes, che riazzera il personaggio fino a ‘ucciderlo’, rifondando l’archetipo e avviandone biografia e serialità autoriali. Veramente uno dei migliori su 007, anche una citazione di Sean Connery con la sua Aston Martin.

Gambit – Una truffa a regola d’arte
Harry Dean e Emile Fournier vorrebbero avere la preziosa scultura in ceramica cinese posseduta dal ricchissimo lord Shahbandar. Ingegnosi come pochi, coinvolgono nell’impresa Nicole Chang, una seducente ragazza molto simile alla moglie defunta del lord. Avventurieri e ambiziosi, riescono a portarsi a casa la scultura ma non sanno che quella presa è solo la copia dell’originale. Nicole si sente presa in giro, si arrabbia e decide di abbandonare il gruppo ma Harry distrugge la scultura, pur di dimostrare l’amore per lei. Ma avrà eliminato la scultura originale o la copia? Colin Firth, Alan Rickman e Cameron Diaz per una commedia nella quale si ride molto e con gusto.

Woman In Black
Dalla Londra in cui vive con il figlioletto di tre anni e una governante, l’avvocato Arthur Kipps si reca per conto del suo studio legale in uno sperduto villaggio della brughiera inglese al fine di sbrigare alcune questioni legate a Eal Marsh House. Che la tetra e isolata magione spaventi a morte gli abitanti del luogo appare subito chiaro dalla diffidenza dimostratagli così come da una diffusa ritrosia a parlare di una spaventosa leggenda temuta da tutti. A sue spese, Kipps decide di andare a fondo in un groviglio di paura e dolore in cui le apparizioni di una donna in nero sembrano strettamente connesse alla morte improvvisa di alcuni bambini. Paura.

Dredd
In un indefinito futuro, l’America è ridotta ad una devastata landa radioattiva. Tutta la popolazione vive in un unico, ininterrotto agglomerato urbano esteso da Boston a Washington, Mega City One, abitato da 800 milioni di persone, costituito da megaedifici di centinaia di piani e decine di migliaia di residenti. L’unica forza che tenta di far rispettare la legge e mantenere una parvenza di ordine in un luogo dominato dal caos, in cui si commettono diciassettemila reati al giorno, è costituita dai Giudici, individui che perseguono i criminali, emettono la sentenza e la eseguono seduta stante. Molto più realistico e fedele al fumetto del predecessore USA.

Sightseers (Turisti)
Chris vuole mostrare a Tina il suo mondo e vuole farlo a modo suo: portandola in viaggio attraverso l’arcipelago britannico a bordo del suo amato caravan Abbey Oxford. Tina è cresciuta in un ambiente iperprotettivo e Chris ha tante cose da farle vedere: il Museo del tram di Crich, il Viadotto di Ribblehead, il Museo della matita di Keswick e il soave paesaggio che circonda tutte queste meraviglie della sua vita. Un sogno che evapora presto, giacché seminatori di spazzatura, adolescenti chiassosi, campeggi prenotati, per non parlare della mamma impicciona di Tina, sembrano cospirare contro le buone intenzioni di Chris…

Hysteria
Londra 1880. Il giovane Mortimer Granville è un dottore che lotta per far passare le nuove scoperte scientifiche negli ambulatori e negli ospedali gestiti da vecchi medici fedeli a convinzioni errate ed obsolete. In cerca di un nuovo impiego dopo l’ennesimo licenziamento, lo trova presso il dottor Dalrymple, specializzato nella cura “manuale” dell’isteria che affligge buona parte delle signore di Londra e si manifesta variamente con tristezza, irritabilità, pianto frequente o incontenibile rabbia. Mortimer si ritroverà letteralmente fra le mani l’idea del secolo, durante una visita al suo amico e benefattore Edmund, un appassionato di congegni elettrici.

The Best Exotic Marigold Hotel
Che cosa hanno in comune una vedova sensibile in cerca di indipendenza, una casalinga scontrosa e ‘claudicante’, un giudice benestante sulle orme del passato, un funzionario governativo mite e vessato da una moglie eternamente insoddisfatta, una pluridivorziata a caccia del successivo consorte e del vero amore, un single impenitente col vizio delle donne e della solitudine? Lo stesso volo, la stessa destinazione, lo stesso hotel, il Marigold. Ubicato in India e gestito con zelo e passione da Sonny Kapoor, un giovane uomo sospeso tra una madre conservatrice e una fidanzata decisamente moderna, il Marigold Hotel è strutturalmente impreparato a ricevere ospiti.

A royal weekend
Nel giugno 1939 il Presidente Franklin Delano Roosevelt e sua moglie Eleanor ospitano il re e la regina d’Inghilterra per un weekend nella tenuta della madre del presidente, chiamata Hyde Park on Hudson. Immerso in scenari naturali spettacolari, A Royal Weekend sfoggia la sicurezza del prodotto che ha dalla sua un pugno di attori perfetti, tra i quali spiccano Murray e Linney per l’aderenza alla parte, ma ancora di più Samuel West e Olivia Williams, aiutati dai personaggi più belli e più spessi: quelli di “Bertie” e di Eleanor Roosvelt, che da sola basterebbe a riempire non un film ma una serie in più stagioni.

Great Expectations
Il regista di Quattro matrimoni e un funerale (e di Harry Potter e il calice di fuoco) adatta uno script dell’autore di One day (libro e film) tratto da “Grandi speranze” di Charles Dickens. 1812, Inghilterra. Il giovane orfano Pip, che vive nelle campagne con la famiglia della sorella, dopo aver dato da mangiare a un evaso che sarà poi riacciuffato dalle guardie, è convocato alla residenza di una ricca dama. Questa vive senza mai guardare la luce del sole in seguito a un trauma sentimentale e vuole che Pip giochi assieme a un’altra bambina che vive nel castello della quale lui si innamora perdutamente: Estella.

Ginger and Rosa
a Londra degli anni Sessanta, scossa dalla crisi dei missili di Cuba, Ginger e Rosa vivono la loro adolescenza. Ginger ha lunghi capelli rossi, la passione per la poesia, una madre sopportata e un’ammirazione smisurata per il padre, intellettuale pacifista che si fa chiamare per nome. Rosa ha invece lunghi capelli neri, il sogno di un amore per sempre e una madre abbandonata troppo presto dal padre. Uguali nella mise ma diverse nelle intenzioni, Ginger e Rosa spendono le giornate nelle corse verso il mare e nei baci profondi rubati ai coetanei dentro vicoli bui.

Berberian Sound Studio
Gilderoy, un ingenuo ingegnere del suono di Dorking, in Inghilterra, perde gradualmente il contatto con la realtà durante le riprese di un film horror italiano degli anni Settanta. Mentre le attrici si prodigano in urla laceranti e le lame si abbattono su verdure innocenti per produrre gli effetti sonori del caso, Gilderoy dovrà affrontare i propri demoni per non soccombere in un ambiente dominato, fuori e dentro il set, dalla logica dello sfruttamento. Morti che resuscitano e pellicole che vanno in fumo, la vita che si mescola con l’arte, con il cinema che diventa ossessione e insieme sogno.