Self/Less

“Dio ha creato l’uomo, l’uomo ha creato l’immortalità”. Questo il provocatorio slogan che riassume il nuovo film di fantascienza diretto dal regista Tarsem Singh (The Fall).
In Self/Less un benestante ma afflitto da malattia incurabile Ben Kingsley si sottopone a un’operazione chirurgica radicale che trasferirà la sua coscienza nel corpo di un giovane donatore in salute (Ryan Reynolds).
Se sul fronte narrativo l’analogia che salta agli occhi è con Operazione diabolica, film del ’66 con Rock Hudson, sul piano fantascientifico può richiamare alla memoria anche il più recente Source Code, per il modo in cui la mente del protagonista migra in un corpo altrui, non potendo più utilizzare quello di partenza. Là, però, dove il film di Duncan Jones sceglieva un un’unità di luogo il treno e di tempo 8 minuti e teneva così al caldo il nucleo centrale, e cioè l’idea, evitando di disperderla, il film di Tarsem fa esattamente l’opposto.
Un po’ Bourne un po’ detective-story che devo dire mi è piaciuto parecchio, anche perché il transumanesimo e l’idea dell’immortalità è un’idea pericolosa con cui l’umanità si dovrà confrontare, forse, in un futuro remoto